lunedì 17 settembre 2007

DIARIO DI BORDO 12

Oggi Roberto tornerà a Casale dopo un anno, insieme a bertinotti e a al'assessore Corrado gabriele.
La Repubblica mi ha chiesto ujn commento, ne ha pubblicato uno stralcio, qui di seguito il pezzo così come l'ho scritto
"Se dovessi scrivere di istinto quello che provo e che sento davanti alla notizia di questo ritorno di Roberto a Casale, i miei toni sarebbero eccessivamente accalorati e forse poco professionali. Sono preoccupato ma non sorpreso. Lo conosco abbastanza da sapere che ci ha pensato e che, se ha deciso di farlo, ha trovato motivazioni che nessuno è in grado di contestare. Se ha deciso di apparire di nuovo in pubblico e di farlo in quella piazza, è perché continua a credere a quelle parole rivolte ai clan della zona , che hanno così radicalmente cambiato la sua vita.
Ecco, sento che mi accaloro pensando a quelli che credono che non sia vero che ha la scorta, che pensano – ancora?- che sia tutta pubblicità. Ci penso ogni volta che ad un appuntamento lo vedo arrivare nella macchina blindata, coi due carabinieri che lo scortano. Ci penso ogni volta che mi verrebbe voglia di prendere un caffè con lui come facevamo una volta e , invece, non so nemmeno in che città si trovi in quel momento.
E penso a quelli che diranno che anche questa mossa è un altro modo per fare parlare di se, un altro modo per vendere qualche migliaio di copie in più.
Allora mi verrebbe da dire, “Roberto resta a casa” che ci vadano gli altri a Casale di principe, quelli che ogni volta che parli della tua terra , dicono che crei un grave danno di immagine. Che ci vadano gli altri a Casale di principe, quelli che si commuovono davanti ad un carro di Piedigrotta, quelli che dopo Duisburg hanno scoperto che c’è la Ndrangheta. Quelli che ci dicevano che la camorra era un problema locale e che il nostro spettacolo non sarebbe interessato nessuno.
E’ solo retorica, lo so che non ci andranno o che se lo faranno, sarà solo per non apparire meno coraggiosi di te.
Allora valgono davvero tanto queste ottocentomila copie vendute di Gomorra, valgono ancora di più quelle centomila vendute in Germania. Valgono davvero tanto quelle persone che mi dicono che prima di Gomorra non leggevano un libro da ventanni. Valgono perché noi non siamo Roberto Saviano, e in quella piazza potremmo essere solo spettatori.
Allora mi calmo è penso che a Casal di principe ci va lo scrittore Saviano e continuo ad ammirarlo per questo, ma penso pure che ci va il mio amico Roberto li, a rischiare di nuovo, a mettere in gioco quel poco di tranquillità che aveva trovato, e allora vorrei dirgli di stare a casa a bersi un caffè.
Non lo faccio, è chiaro che non lo faccio, proprio perché conosco l’onestà che lo porta a ritornare in quel luogo, in quel paese che è il suo paese, in quella terra che dovrebbe essere anche la nostra terra.
Io a casale non ci vado, perché io faccio teatro, racconto attraverso il teatro, su un palco ci mando gli attori. Non ci vado perché lo stomaco mi si aggroviglierebbe per la paura, la paura che proverei per me, che sarebbe comunque ridicola rispetto al senso di paura che provo per lui.
L’ultima riflessione è di autocritica, Roberto mi aveva raccomandato di non essere retorico, temo di esserlo stato e me ne scuso."

2 commenti:

freesud ha detto...

Lirio Abbate: "Nomi e Cognomi"

http://it.youtube.com/watch?v=PYc1kA9QpgU

WWW.RIBERAONLINE.BLOGSPOT.COM

Vania ha detto...

IERI HO VISTO IL SERVIZIO DELLE "IENE"...UN ABBRACCIO A ROBERTO.
pS:VORREI SAPERE SE LO SPETTACOLO "GOMORRA" SARà NELLE SALE ROMANE. UN ABBRACCIO ANCHE A TE.