sabato 2 febbraio 2008

DIARIO DI BORDO 17

E’ con una certa amarezza che scrivo queste parole.
Ieri abbiamo rappresentato Gomorra, al teatro Siani di Marano, era una rappresentazione dedicata alle scuole della città.
Abbiamo fatto più di una recita scolastica in questi mesi, sono state sempre un successo, i ragazzi del nord Italia ci hanno seguito con attenzione e dopo non sono mancate le domande. Era chiaro che i loro insegnanti li avevano preparati a quell’incontro.
Ieri sera le cose sono andate diversamente, dopo una presentazione di quasi quaranta minuti in cui si sono alternate le classiche autorità, è iniziato lo spettacolo in una confusione rara. Per tutta la rappresentazione, un chiacchiericcio ed un parlottio che rendeva praticamente impossibile proseguire. Ragazzi coi cellulari accesi, altri che facevano scoppiare i palloni fatti con le gomme, questo tanto per dire solo alcune cose. Ogni momento dello spettacolo era il pretesto per grida e disturbi vari.
Non ho visto mai un’insegnante alzarsi per calmare in qualche modo i ragazzi.
Mi hanno chiesto spesso se prevediamo di portare lo spettacolo nelle scuole della Campania, onestamente dopo l’esperienza di ieri sera non ne capisco l’utilità. E’ incredibile pensare che proprio loro, loro che conoscono la camorra, che la vivono ogni giorno, siano completamente disinteressati all’argomento. Mi chiedo anche che senso ha prendersela coi ragazzi. Se mi faccio qualche domanda è su quegli insegnanti, che probabilmente, si sono solo limitati ad accompagnarli.
Ringrazio comunque i miei ragazzi che, fino quando è stato possibile, hanno dato il massimo.

mercoledì 30 gennaio 2008

DIARIO DI BORDO 16

Questa sta per finire è l’ultima settimana di repliche di Gomorra
31 gennaio Santa Maria Capua vetere
1 febbraio Marano – Teatro Siani
Entrambi queste repliche sono destinate alle scuole.
2 e 3 febbraio Teatro Augusteo di Salerno.
Non voglio fare un consuntivo, perché si fanno alla fine, e questa, per fortuna, non è la fine di questo percorso
Da lunedì alcuni di noi saranno impegnati ne “LA FERITA” un progetto per le scuole per ricordare alcune vittime innocenti di Camorra.
Questa iniziativa fa parte di un progetto chiamato “Teatri della legalità” che curo con Luigi Marsano..
Al più presto voglio raccontare del mio incontro a Presente indicativo con marco Marchese

lunedì 28 gennaio 2008


UNMILIONECENTOMILA

COPIE VENDUTE DI

GOMORRA!!!

lunedì 21 gennaio 2008

mercoledì 16 gennaio 2008

PRESENTE INDICATIVO

Presente Indicativo 2008 – terza edizione
Direzione Artistica Tina Femiano e Mario Gelardi – Organizzazione Luigi Marsano

Programma

Teatro Il Pozzo e il Pendolo

- martedì 22 gennaio 2008, ore 21
RACCONTI PER I RAGAZZI DI NISIDA
di autori vari
con Daria D’Antonio e Giovanna Facciolo
A cura di Mario Gelardi e Conchita Sannino


- mercoledì 23 gennaio 2008, ore 21
DISTILLERIA TEATRALE CECAFUMO (Firenze)
CONGOTRAIL ballata nera semiseria
di e con Roberto Caccavo

- giovedì 24 gennaio 2008, ore 21
Un capitolo della mia vita
Conchita Sannino incontra Marco Marchese
Con la partecipazione di Antonello Cossia
a seguire
sguardi sbarrati
video OMAGGIO DI MARIO BIANCHI


- venerdì 25 gennaio 2008, ore 21
VIRUS TEATRALI
FRAT ‘E SANG
testo, regia e spazio scenico di Giovanni Meola
con LUIGI CREDENDINO, PIO DEL PRETE
ENRICO OTTAVIANO

- sabato 26 e domenica 27 gennaio 2008, ore 21
UNA MAGIA MI HA PORTATO QUI
di Giuliana Pisano
con Daria D’Antonio, Salvatore D’Onofrio, Antonio Marfella
regia di Giuliana Pisano

- martedì 29 gennaio 2008, ore 21
Taverna Est In collaborazione con
Galleria Toledo e I Teatrini
SANTA LUCIA DELLA BELLA SPERANZA
regia e drammaturgia di Sara Sole Notarbartolo

TEATRO ACCADEMIA DI BELLE ARTI

- lunedì 28 gennaio 2008, ore 19.00
L’AMORE BUONO
Incontro con Marco Baliani a cura di Giulio Baffi
In collaborazione con l’Amref


Teatro ELICANTROPO

- mercoledì 30 gennaio 2008, ore 21
Claudia Puglisi (Palermo)
San Bernardo
scritto e diretto da Claudia Puglisi
PREMIO USTICA 2007

- giovedì 31 gennaio 2008, ore 21
Babilonia Teatri
made in italy
di e con Valeria Raimondi ed Enrico Castellani
coproduzione Operaestate Festival Veneto
PREMIO SCENARIO 2007

- venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 febbraio 2008
una produzione Ce.T.RA in collaborazione con Gioia Corporation
Corpi Celesti con Tina Femiano e Vincenzo Saggese
Scritto e diretto da Sandro Dionisio


Gli incontri sono ad entrata libera



> TEATRO ELICANTROPO
vico Gerolomini, 3 - Napoli
tel: 081.296640

> TEATRO IL POZZO E IL PENDOLO
piazza San Domenico Maggiore, 3 - Napoli
tel: 081.5422088

> TEATRO DELL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI
via Costantinopoli n.107 - Napoli

venerdì 11 gennaio 2008

GOMORRA A COMO

RICEVO E PUBBLICO

Buonasera Mario!Ieri sera ho assistito al vostro "spettacolo" al Teatro Sociale di Como.Visto che tu non c´eri, volevo da spettatrice renderti partecipe dell´atmosfera della serata!Innanzi tutto i tuoi attori sono stati assolutamente FANTASTICI!!!!!Grandi, strepitosi, emozionanti, energici.... Ogni termine sarebbe riduttivo e non basterebbe a descrivere la loro bravura!!! TUTTI, DAL PRIMO ALL´ULTIMO.Assolutamente ECCEZIONALE in primis Francesco di Leva, a me fino a ieri sconosciuto, capace con la sua incredibile recitazione di toccare il cuore in ogni punto e suscitare ogni tipo di emozione. (Peccato non sappia la sua mail altrimenti gli scriverei e ieri sera non ho pensato di chiedergliela. Ma sono sicura che tu gli riporterai ancora i miei complimenti che ieri sera, un po´ bloccata dalla timidezza, non sono riuscita a fargli come avrei voluto: al termine dello spettacolo infatti sono andata a conoscerli. Sono stati davvero carini!). STRAORDINARIO Adriano Pantaleo con la sua innata espressività ed abilità di tenere incollato a lui lo spettatore. STREPITOSI anche- Giuseppe Miale di Mauro ed Antonio Ianniello (che energia sto' ragazzo) nel trasmettere tutta l´"odiosità" dei loro personaggi- Ernesto Mahieux nel trasmetterci ogni singola sfaccettatura emozionale del sarto e persino la simpatia- Ivan Castiglione nel "presentarci" pacatamente Roberto Saviano e farci uscire con la sensazione di averlo in un certo modo conosciuto; ammirandolo come sempre. Dello spettacolo che dire? Era come CAMMINARE TRA LE PAGINE DEL LIBRO! (che non ho ancora terminato perché rileggo quasi sempre le pagine anche due volte per meglio comprendere e rispondere alle domande che ogni volta sorgono. Ma sono certa che lo spettacolo mi sarà di grande aiuto).Tornando a ieri sera, mi risulta difficile spiegare a parole tutte le emozioni provate: la rabbia, il disgusto, la voglia di salire sul palco e gridare basta!, la tenerezza invece suscitata in alcuni momenti da Pikachu e Kit Kat, il dispiacere per don Pasquale, la commozione finale, l´ammirazione per Roberto, il senso di inutilità e di vergogna di chi come me si sta rendendo solo conto ora di situazioni che ho ignorato per troppo tempo,.... E´ difficile credimi cercare di farti capire cosa ho provato!!Avresti dovuto sentire gli applausi finali, vedere la gente in piedi come me, le mani che facevano male per il tanto meritato applaudire, il coinvolgimento del pubblico, i volti emozionati dei tuoi attori......Che avrei assistito a uno spettacolo UNICO ne ero convinta ma non credevo fino a questo punto!!!Complimenti anche per le musiche e per le immagini che hanno creato una cornice angosciante.Termino quindi ringraziando anche te per quello che state seminando.Credimi! Anche qui al nord state lasciando un segno indelebile!!!Salutami tanto ancora i tuoi attori!!!!

mercoledì 9 gennaio 2008

ROBERTO

Grazie a tutti quelli che hanno raccolto l'appello per votare, Roberto è primo in classifica come personaggio dell'anno sul sito di XL.
Saviano 37%.
Continuate a votare
questo il Link http://xl.repubblica.it/sondaggio/62064

venerdì 4 gennaio 2008

ROBERTO


Dopo aver contribuito alla vittoria di Gomorra come libro dell'anno, ora c'è ancora da lavorare.
Il sito del mensile XL di Repubblica, ha indetto un sondaggio per eleggere l'uomo dell'anno.
Roberto Saviano è secondo dopo Beppe Grillo, tra loro c'è una distanza recuperabile.
Ora Tocca a voi, a noi, a tutti.
questo il Link http://xl.repubblica.it/sondaggio/62064
Andate e votate per Roberto.

giovedì 3 gennaio 2008

GOMORRA

EVVIVA
Ce l'abbiamo fata, il TG1 ha eletto Gomorra libro dell'anno.
Grazie a tutti quelli che hanno votato.

domenica 30 dicembre 2007

VOTIAMO GOMORRA

Abbiamo tempo fino al sette Gennaio per votare Gomorra di Roberto Saviano come libro dell'anno.
Basta inviare una e mail al programma Benjamin del tg1 - tg1libri@rai.it e scrivere , voto per Gomorra di Roberto Saviano.

Sarà una vittoria anche un pò nostra.


PS
Buon Anno

sabato 22 dicembre 2007

DIARIO DI BORDO 15

PREMI GIRULA' 2007

Lunedì 17 dicembre, sono stati asegnati al Teatro San Ferdinando di Napoli, i Premi Girulà 2007.
Tra i tanti premiati, io e Giuseppe Miale di Mauro, abbiamo vinto il premio come miglior autori della scorsa stagione con "Quattro".

"Quattro" è un testo che ci ha dato molte soddisfazioni, partendo dal Premio Ustica , fino ad arrivare a questo Girulà.
Questa la motivazione:
« Un testo di grande forza intellettuale ed emotiva, capace di coinvolgere gli affetti e di mobilitare l’intelligenza degli spettatori, chiamando all’autoesame la loro coscienza civile»

Grazie a tutti quelli che hanno collaborato alla vittoria di entrambi i premi.

PS
Buon Natale!

martedì 4 dicembre 2007

GOMORRA

UN CONSUNTIVO CRITICO DOPO CINQUE SETTIMANE DAL DEBUTTO:

COSI’ LA CRITICA

Potere del teatro e degli attori, capaci, come nella vita reale, di coniugare tragedia assoluta a effimeri momenti di leggerezza. […] Si muovono come automi in uno spazio desolante diviso in due piani fra pilastri abusivi, che fungono da confine drammaturgico. Lasciando al protagonista, il Roberto di Ivan Castiglione, il compito di legare i tanti fatti. Risultato uno spettacolo dai grandi ritmi, a tratti iperrealista, capace di affogare nei rapidi cambi di scena tutti i rischi di oggettiva didascalicità. (Stefano de Stefano, «Corriere del Mezzogiorno»)

Alla base dell’allestimento di “Gomorra” vi è l’intenzione di rileggere, in una prospettiva civile, il rapporto tra l’uomo Roberto Saviano, ciò che egli ha scritto e come questo si sia tramutato in una vicenda paradossale, ibrida, intrisa di un’infinità di voci e di volti, di luci, suoni, silenzi, gesti, movimenti. Gli stessi elementi che, estrapolati dall’opera letteraria, ritroviamo sintetizzati nell’agire di cinque prototipici personaggi, tutti interpretati con straordinaria intensità emotiva. (Francesco Urbano, «Roma»)
Due dita sfiorano il microfono nel buio della sala. Si sente? Bene si sente:si accendono le luci, in piedi un po' impacciato davanti al microfono c'è Roberto Saviano. Non lui esattamente ma il suo alter ego Ivan Castiglione, l'attore che con il regista Mario Gelardi ha ideato lo spettacolo "Gomorra". Il discorso che il pubblico ascolta è lo stesso che Saviano pronunciò a Casal di Principe il 23 settembre 2006. Proprio lo stesso: lo scrittore aveva parlato a braccio, Castiglione lo rende con millimetrica precisione. Con le esitazioni, le ripetizioni e i salti sintattici del timido che parla in pubblico sostenuto solo dalla sua indignazione. Lo spettacolo si dipana a partire da quel discorso: novanta minuti di indignazione a fior di pelle, proprio come quel giorno a Casal di Principe.(Antonio Tricomi -Repubblica, Napoli)

Il libro lo hanno comprato quasi un milione di persone, mentre i fruitori della riduzione teatrale (110' filati) non possono essere per ora più di novantotto a recita, ossia quanti ne contiene il Ridotto del Mercadante. Costoro sono tuttavia dei privilegiati, perché Gomorra diretto da Mario Gelardi, adattatore del testo insieme con l'autore Roberto Saviano, è uno spettacolo eccellente, vivo, vitale, appassionante, di quelli che ogni tanto riconciliano col medium. (…)I ritratti sono consegnati, mediante un dialogo brillante, da sei attori tutti in stato di grazia. (…)Il palco sul fondo è praticabile al primo livello, come fosse un cavalcavia, ma anche occultabile mediante proiezioni di immagini astratte e abbastanza lugubri. Le luci evocano sempre un mezzobuio malsano, come se il sole non splendesse mai su questi luoghi corrotti, i cui indigeni non sembrano aspettarsi più nulla. Non è tuttavia a un comizio che assistiamo, Saviano non vuole imporci niente, né sembra avere altra medicina da proporre se non la speranza che un numero sempre maggiore di persone smetta di ritenere questo tristo stato di cose come inevitabile. Ma ad alimentare il suo e il nostro pessimismo aggiunge la considerazione che qui non di pittoresca criminalità locale si tratta, bensì della massima visibilità di un sistema occulto che ormai ha ramificazioni, almeno in Italia, quasi dappertutto. (Masolino d'Amico - LA STAMPA)

Erano due le assenze alla prima nazionale di Gomorra lunedì sera al Teatro Stabile di Napoli Mercadante: quella dell'autore Roberto Saviano, per questioni di sicurezza vivendo egli sotto scorta, e quella della speranza così come nel libro diventato un best seller di livello mondiale. Mancava "l'addà passa' 'a nuttata" di eduardiana memoria, frase che indica la certezza, pur nell'attesa, della luce che verrà a sciogliere le tenebre della notte e della vita. La frase che conclude invece Gomorra ­"Non datevi pace!" che un molto convincente Ivan Castiglione, nei panni dello stesso Saviano, lancia al pubblico, ma che lascia un senso di ineluttabilità, che trascina con sé l'angoscia di un destino già scritto cui è ­impossibile opporsi. (L’AVVENIRE Valeria Chianese )

In uno scenario da provincia dissestata da costruzioni abusive - impalcature di tubi innocenti, sacchi di sabbia, bidoni di vernice, pilastri dissestati - si dipanano i due piani della scena, un qualunque slargo cittadino e una balconata con uno schermo, quasi a rappresentare i due livelli, quello più basso della violenza cieca e animalesca, il braccio armato col feticismo per il kalashnikov o i test delle droghe scadenti (lasciate provare ai Visitors, quelle larve umane disposte a tutto per una dose di kobret, eroina, ecstasy) e quello più alto, dei manager senza scrupoli laureati alla Bocconi capaci di interrare tonnellate di rifiuti tossici provenienti dal Nord Italia a poca distanza dei condomini iperpopolati, quel livello imprenditoriale che non si sporca mai le mani (ottimamente reso dallo Stakeholder, l'uomo indispensabile, Giuseppe Miale di Mauro), che strozza commercianti e agricoltori coi tassi da usura e gestisce traffici illeciti, dalla Campania alla Cina alla Russia. (…) Di fronte al materiale incandescente del romanzo, la versione teatrale ha deciso di puntare su brevi flash, una sequenza di quadri narrativi, dialoghi inevitabilmente accorciati, in un continuo rincorrersi di situazioni ed avvenimenti, dove lo stesso Roberto Saviano (interpretato da Ivan Castiglione) fa da ulteriore raccordo. E nel drammatico finale, tornano le parole conclusive del discorso di Roberto Saviano, esploratore di un malefico universo pericoloso, «fino al termine della notte io proseguirò questo viaggio. Non datevi pace». E nessuno, alla fine dello spettacolo, può andar via a cuor leggero, uscendo in piazza Municipio, tra i cumuli di rifiuti e l'arroganza della microcriminalità, le comitive di turisti e i monumenti carichi di storia. (IL MANIFESTO Flaviano De Luca)


Un’inferno di cemento e tubi innocenti a due piani, un lugubre crocevia di violenze e traffici, uno spettacolo teatrale quasi neo brechtiano con prototipi e vergogne tratte dall’opera più denunciataria e ammonitoria in tema di peste sociale del crimine. (LA REPUBBLICA – Rodolfo di Giammarco)

Una linea impervia, "antipatica", incapace di mediazioni, preferita dal regista Mario Gelardi. lo spettacolo riaccende le luci sul "teatro di parola", sul "rito culturale" di cui Pasolini stesso parlava quando scriveva il suo manifesto, nel 1968.Di qui la scelta di avere il personaggio dello stesso Roberto Saviano in scena, nella figura di Ivan Castiglione, perfetto alter ego dello scrittore, con la sua camminata veloce e leggera, la parlata diretta, chiara, addolorata e non impaurita, in grado di farci vedere l'ostinazione dell'insonne in battaglia, la solitudine rumorosa di chi è in ascolto e solo dopo aver ascoltato parla, e scrive. (…)Nello spettacolo, recitato con un realismo impressionante da tutti gli attori, la parola arriva come una scazzottata, una botta di freddo seguita da un improvviso calore che ti porta a sudare. Persino nella scena più drammatica si nega la catarsi. A questi ragazzi non interessa sedurre quanto raccontare l'immateriale linea dei soldi, la mostruosa forza imprenditoriale che fa molti più morti di quelli che si vedono sulle strade della provincia di Napoli (3700 dal '79 ad oggi).Accadeva anche nel libro. Saviano non è affascinato dai suoi nemici, non li rende epici, come ha fatto quasi interamente la letteratura di soggetto mafioso dal "Padrino" in poi. Se Totò Riina è capace di stare seduto due ore nella sua cella a contemplare la fiction che narra la giovinezza sua e di Provenzano, per contro mai nessun camorrista entrerà in teatro a vedere Gomorra senza desiderare di spaccare tutto. (Katia Ippaso LIBERAZIONE)


Il libro è ormai nella storia, una di quelle cose capaci di scardinare le coscienze e i mercati, le consuetudini ufficiali, i conformismi. Non tutti sono napoletani, non tutti sanno e vivono. Per costoro Gomorra di Roberto Saviano ha spalancato senza reticenze le porte di un mondo interamente da rifondare, dandogli rilievo critico e risonanza internazionali. Per costoro, ma anche per i protagonisti sul campo, giovani e vecchi, di un malessere in costante aggiornamento, lo scrittore ha accettato di trasformare Gomorra in teatro. Il copione di Saviano con Mario Gelardi, sceglie alcuni nodi scioccanti del libro e li espone, flashes di una memoria testimoniale che non si limita a mostrare le proprie ferite, il dolore di fronte alla corruzione, alle convivenze, al malaffare, all’assenza di futuro per le nuove generazioni, bensì ceca l’estensione della denuncia e il fomento di una maieutica incazzatura. (…) La terribilità di droga e frode, riciclaggio, violenza e connivenze di cui “dicono” i sei attori, tutti estremamente coinvolti, arrivano dirette, macigni letali la cui forza si chiama in due modi, verità e coraggio. (IL MESSAGGERO – RITA SALA)

Rabbia e angoscia, ma soprattutto tanta amarezza, ecco cosa si prova nell’ascoltare le realtà narrate da Roberto Saviano. E questo senso di disagio e orrore si amplia quando i personaggi, prima solo letti, prendono corpo. È in scena “Gomorra” di Roberto Saviano e Mario Gelardi, quest’ultimo anche regista, al Teatro Stabile Mercadante di Napoli. Le cinque storie tratte dal romanzo sono saggiamente intrecciate dagli autori e il loro collante, e protagonista dello spettacolo, è proprio Saviano. È una necessità che spinge Roberto a indagare sui meccanismi del sistema camorristico, necessità derivante da una pressione subita sin da piccolo, in un luogo dove saper sparare è l’unico modo per farsi rispettare come uomo. (…)È un’ossessione: “capire è l’unico modo che avete per difendervi” - afferma nel toccante discorso fatto nel 2006 a Casal di Principe, che apre lo spettacolo, interpretato da un emozionante Ivan Castiglione, il quale ci regala l’interiorità di Roberto senza cadere nel banale tentativo di imitarlo. (…)Ciò che colpisce di gran parte di questi personaggi è il loro senso di onnipotenza, derivante solo dall’essere dalla parte dei “forti”, di coloro che comandano. Il tutto portato in scena in modo semplice, realistico, crudo e di grande impatto emotivo, così come le scene di Roberto Crea, grazie anche alle immagini suggestive di Ciro Pellegrino e alle musiche spettrali di Francesco Forni, perfettamente complementari alle vicende, a cui aggiungono grande poesia. (IL BRIGANTE - Mariagiovanna Grifi)

Gomorra a teatro è come una scazzottata improvvisa, violenta, rapida, che fa male ma che ti obbliga a reagire. L’impressionante realismo delle storie portate in scena, al Teatro Mercadante, dal regista Mario Gelardi e scritte da Roberto Saviano arriva davvero come un pugno dritto allo stomaco, non ti far star fermo sulla sedia, le braccia e le gambe in continua tensione con l’istinto di alzarsi in piedi e gridare “Basta!”. È il racconto di una città sempre in costruzione ma in decadenza e nella quale si ha la sensazione di entrare in punta di piedi per poi farsi trascinare dall’impetuoso rincorrersi delle storie dei protagonisti, dal loro volto sempre più familiare.E alla fine ne esci con il cuore sconquassato da mille sentimenti, dalla rabbia per un mondo che realmente esiste, dalla tenerezza che riesce a provocare la morte di Kit Kat, il giovane corriere della droga che tutti vorrebbero proteggere interpretato da uno straordinario Adriano Pantaleo. (… )A fare da collante tra le vicende dei protagonisti è lo stesso Roberto Saviano, sul palco nella figura di Ivan Castiglione (foto in alto), perfetto alter ego dello scrittore, con il suo modo di parlare chiaro e diretto, addolorato ma non spaventato, capace di scrivere un articolo di giornale su quello che i suoi amici del “Sistema” gli raccontano, senza temere conseguenze e fermamente convinto di non volerne far parte. Quel «non valete niente e ve ne dovete andare» che Saviano pronunciò nel suo discorso a Casal di Principe contro il clan dei Casalesi apre lo spettacolo: Ivan Castiglione lo recita per intero, con la stessa enfasi e lo stesso sguardo arrabbiato e consapevole che aveva lo scrittore quel giorno che parlò alla sua terra. Il prologo, che anticipa la scena vera e propria, è uno dei momenti dello spettacolo in cui il regista Gelardi mostra quello che è stato il “dopo caso editoriale Gomorra”. (…)Francesco Di Leva, perfettamente calato nella parte, riesce ad interpretare Picatchu con un realismo sconcertante, è capace di far rabbia quando prende a calci un ragazzo sofferente per una dose di droga eccessiva, di suscitare terrore quando impugnando la pistola fa per sparare un colpo in testa a Kit Kat, suo fedele pusher. Di Leva riesce persino a far commuovere, quando alla fine, il suo pianto commenta la morte di Kit Kat consumata fuori scena. (…)Alla criminalità “ruspante e popolare” di Picatchu e Kit Kat si contrappone quella imprenditoriale di Mariano (Antonio Ianniello) e lo Stakeolder (Giuseppe Miale Di Mauro). (…)Sul finale, sullo sfondo il pianto disperato di Picatchu per l’uccisione di Kit Kat, Roberto parla del funerale del ragazzo, ma nemmeno qui c’è il minimo accenno di catarsi a dimostrazione che il vero Saviano non ha “epicizzato” questi personaggi come accedeva nel “Padrino”, non ne è rimasto romanticamente affascinato anzi, li ha messi “in ridicolo” portando a galla lo squallore di quella realtà. E tornano le parole conclusive del discorso a Casal di Principe: «Vengo da una terra in cui ai ragazzi insegnano che vita e morte sono la stessa cosa. Ma io so che vita e morte non sono la stessa cosa e che fino al termine di questa notte proseguirò questo viaggio. Non datevi pace». (Viola Tizzano – Oltre News)

Ci sono spettacoli che sono necessari. Per aprire le coscienze, farsi specchio della società, denunciare, aiutare a mantenere viva l’attenzione. Un teatro che faccia da eco alla verità, che dia “carne” alle parole. E non permetta l’oblio. Gomorra è uno spettacolo necessario, perché tutto ciò di cui ci parla e ci sbatte in faccia, appartiene al nostro presente e non può non riguardarci, non rimanerci addosso. Una verità che dal romanzo trova in teatro la sua dimensione del reale, diventando forma teatrale, “rito culturale”. (…)Ma il messaggio arriva, grazie anche alla magnifica prova degli interpreti Antonio Ianniello, Francesco Di Leva, Adriano Pantaleo, Giuseppe Miale di Mauro, Ernesto Mahieux. E in quella chiosa finale affidata sempre allo scrittore «fino al termine della notte io proseguirò questo viaggio. Non datevi pace» c’è anche un filo di speranza che ci attraversa. (Giuseppe Distefano- LIVE CITY)

Questa Gomorra ti entra dentro, ti lascia il segno come le mille impronte di sangue e le centinaia di buchi di kalascnikov che il regista proietta sulla scena: c’è cura in ogni aspetto dello spettacolo, dalla connotazione musicale dei “neomelodici” napoletani ai segni di un popolo alla ricerca di certezze come Pulcinella, Maradona, ‘A Madonna e San Gennaro che appiano alla fine dello spettacolo. E un briciolo di speranza anche nel messaggio finale di Roberto: Vita e Morte non - sono la stessa cosa, ma datevi Pace. (BARILIVE –Antonella Ardito)
Le foto sono di Marco Ghidelli