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domenica 11 maggio 2008

Articolo

Di seguito pubblico questo articolo di Katia Ippaso, perchè spiega meglio di me alcuni concetti relativi a Gomorra in teatro. E' un modo anche per ringraziarla.

Katia Ippaso
Non ha effetti spettacolari ma ti trascina dentro una storia nera di ragazzi bruciati. Con le armi mai ambigue della non violenza, evoca la violenza degli affari di camorra: la linea immateriale del denaro che occulta il sangue versato, mettendo in scena pantomime da "società degli uomini". E' "Gomorra", il romanzo-reportage di Roberto Saviano, sintesi alchemica di abilità narrativa e indagine sulla realtà senza difesa personale dal pericolo (in caso contrario, non sarebbero nate quelle parole). In attesa dell'omonimo film di Matteo Garrone, in concorso a Cannes, il 25 aprile "palcoscenico" di Rai Due si apre con la messa in onda dello spettacolo teatrale di Saviano e Mario Gelardi, regia televisiva di Marisa Vesuviano (ore 22.30). Gelardi dice di essere preoccupato: "Non è l'esito del programma quello che mi rende pensieroso, per sua natura il teatro in televisione non ha fortuna e tutto quello che verrà va giudicato con ottimismo. I miei pensieri girano intorno all'accoglienza che potrà avere il lavoro: si è detto che il mio è uno spettacolo popolare, che piace più al pubblico che agli addetti ai lavori". Inconsapevolmente, il regista teatrale ci dà una bella notizia e ci costringe a misurarci sul significato della parola "popolare". Che “Gomorra”, lo spettacolo, non abbia completamente soddisfatto gli addetti ai lavori (cosa a noi incomprensibile, dal momento che si tratta di un’opera rigorosa che evita l’epicizzazione banale del crimine, materia preferita dalle nostre fiction) va a suo merito, che abbia riempito i teatri pure. La dolorosa messa a fuoco di uno scollamento del linguaggio politico dalla reale condizione umana non è, ovviamente, solo materia di discussione specialistica, e investe sensibilmente la cultura, che nel nostro paese è gestita nella sua gran parte da una elite miope, una nicchia invidiosa dei Saviano del mondo, di quelli che non si vergognano di andare in prima linea (salvo poi essere costretti ad osannarli quando il fenomeno diventa internazionale o voyeuristico: lo scrittore ventinovenne, minacciato di morte dalla camorra, gira oggi sotto scorta). Lo spettacolo somiglia clamorosamente al libro. Eppure ne è la versione cameristica. Della complessa materia messa in campo da Saviano, sono state isolate solo cinque storie: dalla parte dei “ragazzi di vita” ci sono Picatchu che da grande vuole fare il boss e morire ammazzato come i boss, Mariano fissato col signor Kalashnikov, e Kit Kat, baby corriere della droga. Giovin signore dell’Apocalisse, Stakeholder è invece uno che ha studiato alla Bocconi e si è “specializzato” nel riciclo e nello smaltimento dei rifiuti tossici. C’è poi l’innocente Pasquale, il sarto che ha cucito per una manciata di euro, senza saperlo, l’abito che Angelina Jolie ha indossato la notte degli Oscar. Infine c’è lui, Saviano, incarnato da un attore fuori norma, Ivan Castiglione, in grado di mostrarci, secondo una drammaturgia fisica del dolore che scarta la paura, la solitudine di chi è in ascolto e solo dopo aver ascoltato parla. Tutto questo è popolare? Non piace del tutto agli addetti lavori? Se fosse veramente così, saremmo salvi.

venerdì 4 aprile 2008

Gomorra in tv


VENERDI' 25 APRILE - ORE 23.30
RAI DUE PALCOSCENICO
GOMORRA
scritto da Roberto Saviano e Mario Gelardi

Regia teatrale Mario Gelardi
Regia televisiva Marisa Vesuviano

venerdì 14 marzo 2008

«Gomorra e giornali turbano il processo». Intimiditi il pm Cantone, Saviano e la cronista Capacchione del Mattino

Questo Articolo è stato pubblicato su IL MATTINO di oggi. L'articolo è di Leandro del Gaudio

«Gomorra e giornali turbano il processo». Intimiditi il pm Cantone, Saviano e la cronista Capacchione del Mattino

Se la prende con la giornalista del Mattino Rosaria Capacchione, con l'autore di Gomorra Roberto Saviano e con una presunta trama architettata dal pm anticamorra Raffaele Cantone. È il minaccioso intervento dei boss Francesco Bidognetti e Antonio Iovine (latitante da 12 anni) nel corso del processo Spartacus, dinanzi alla prima sezione di corte d'assise d'appello Raimondo Romeres. I boss del Casertano parlano per bocca del suo difensore Michele Santonastaso (e del suo collega Carmine D'Aniello): chiedono che il processo venga trasferito in un altro distretto giudiziario, affidandosi a una richiesta di «legittima suspicione». Un'istanza motivata in sessanta pagine lette in aula tutte d'un fiato, nel silenzio dell'aula bunker Ticino due, al cospetto di giudici e avvocati, ma anche di tanti imputati e parenti di presunti affiliati. In sintesi, Bidognetti e Iovine sostengono che i giudici napoletani non sono sereni, di fronte al tentativo di condizionamento della Dda di Franco Roberti: una trama che sarebbe stata consumata grazie a un presunto disegno del pm Raffaele Cantone nella gestione dei pentiti e da giornalisti e scrittori bollati come «prezzolati». Secca la replica del capo della Dda di Napoli Franco Roberti, chiamato in causa dall'intervento letto dal penalista Santonastaso: «Gli imputati Bidognetti e Iovine avranno le risposte che meritano nelle sedi competenti». E un primo effetto l'istanza di legittimo sospetto l'ha provocato. Gli atti del processo Spartacus - il più importante atto d'accusa alla camorra dei casalesi - finiscono in Cassazione. Ora spetta alla Suprema Corte stabilire se ci sono i presupposti per il trasferimento del processo lontano dalla sua sede naturale, di fronte all'ipotizzata mancanza di serenità dei giudici napoletani. Ecco come si rivolgono Bidognetti e Iovine (condannati in primo grado all'ergastolo per omicidi e delitti di camorra) nei confronti della giornalista Rosaria Capacchione, che quotidianamente segue per il Mattino la cronaca giudiziaria in uno dei distretti più pericolosi d'Italia: «Una giornalista prezzolata dalla Procura di Napoli, puntuale a soddisfare con la penna le esigenze di alcuni pm»; ma anche ad assecondare una trama volta a colpire avvocati e giudici liberi. Parole che rischiano di creare allarme, di provocare pericolose sovraesposizioni agli occhi di chi era presente ieri nel bunker di Poggioreale. Non mancano riferimenti a Roberto Saviano, autore del best seller sulle pagine più nere scritte dalla camorra campana. Quella pronunciata ieri dall'avvocato Santonastaso è il primo caso di richiesta di sospensione di un processo a causa di un romanzo. Nelle sessanta pagine lette ieri in aula viene citato uno dei brani di «Gomorra», tanto che i due boss chiedono «al buon Saviano» di conoscere la fonte di un episodio raccontato nel corso del fortunato romanzo. Anche questo - si legge - «è un tentativo di condizionare l'attività dei giudici», tanto che l'autore viene esortato a «fare bene il proprio lavoro».

lunedì 10 marzo 2008

LA FERITA


Il 21 Marzo, saremo io, Ivan Castiglionee Giuseppe Miale di Mauro, in provincia di Asti.
Partecipiamo ad una via crucis Laica. La nostra stazione è dedicata alle ferite di mafia e Camorra. Noi portiamo in scena il nostro reading, chiamato appunto "La ferita". Abbiamo avuto occasione di proporlo già alle scuole della provincia napoletana con un certo successo.
Ospiti dell'incontro il magistrato Caselli e l'Onorevole Violante.

domenica 10 febbraio 2008

TEATRI DELLA LEGALITA'


Nasce in Campania Teatri della Legalità. Ventidue opere in cartellone, titoli noti al pubblico, autori come Tahar Ben Jelloun, Roberto Saviano e Luciano Violante, settanta giornate di spettacolo, con momenti di approfondimento, discussione, laboratorio e documentazione, riservate ai giovani spettatori della Campania. Presentato all’AGIS di Napoli, ‘Teatri della Legalità’ è un progetto promosso dall’Assessorato al Lavoro, Istruzione e Formazione della Regione Campania per la direzione artistica di Mario Gelardi e Tina Femiano e l’organizzazione de I Teatrini. L’iniziativa realizza una programmazione di ampio respiro, che affronta e propone ai giovani il tema scottante dell’illegalità, della criminalità e della violenza, coinvolgendo centinaia di persone tra attori, registi ed operatori delle istituzioni, della scuola e dello spettacolo. “Il progetto - sottolinea Corrado Gabriele - Assessore regionale all’Istruzione e promotore dell’iniziativa – è stato avviato in forma sperimentale nello scorso mese di gennaio. Le prime dodici rappresentazioni nei teatri di quattro città della regione, Marano, Santa Maria Capua Vetere, Afragola e Napoli, hanno incontrato il favore del pubblico soprattutto dei giovani studenti, che finora sono stati oltre cinquemila”. “L’alto gradimento tra i ragazzi e gli amministratori - continua Gabriele - ci spinge a rendere pubblico il senso di questo impegno che proseguirà con energie ancora maggiori nel rafforzamento di una proposta culturale ed educativa di altissimo spessore sociale e civile”. La rassegna e le attività ad essi correlate, tutte ad ingresso gratuito, si realizzano in collegamento con i Comuni di Napoli, Marano, Santa Maria Capua Vetere, Afragola, San Giorgio a Cremano ed Eboli. “In questo difficile momento – continua l’assessore Gabriele – tutti i settori della società devono reagire agli attacchi della violenza criminale animando la partecipazione alla rinnovata stagione di antimafia sociale”. Con questo spirito inizia in Campania un progetto che “affronta insieme ai giovani, con modalità nuove e diversi punti di vista, tematiche scottanti”. “La legalità è un valore, come l’amore, l’amicizia, la solidarietà – aggiungono i curatori Mario Gelardi e Tina Femiano – ed i valori vanno proposti, insegnati, mostrati. Per questo abbiamo scelto produzioni, incontri e spettacoli che possano parlare a generazioni diverse, dai bambini, adolescenti, giovani fino agli adulti”. In scena ci saranno opere che affrontano temi di attualità come il razzismo, il lavoro minorile, il bullismo, la giustizia, la democrazia, l’infanzia violata, la droga, i migranti, la libertà, realizzate da artisti che dell’impegno civile e sociale hanno fatto la loro bandiera.
Il prossimo appuntamento in programma è lunedì 11 febbraio al Teatro Gelsomino di Afragola (repliche martedì 12 al Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere, mercoledì 13 al Flaminio di San Giorgio a Cremano e giovedì 14 al Giancarlo Siani di Marano) con l’anteprima assoluta de
La Ferita, ovvero “voci contro la camorra in un reading di parole, musica e coscienza sociale” tratto da vari autori, tra cui Roberto Saviano, per la regia di Mario Gelardi. In scena alcuni degli interpreti di Gomorra, Ivan Castiglione, Francesco di Leva, Giuseppe Miale di Mauro, Adriano Pantaleo.

lunedì 28 gennaio 2008


UNMILIONECENTOMILA

COPIE VENDUTE DI

GOMORRA!!!

lunedì 21 gennaio 2008

mercoledì 16 gennaio 2008

PRESENTE INDICATIVO

Presente Indicativo 2008 – terza edizione
Direzione Artistica Tina Femiano e Mario Gelardi – Organizzazione Luigi Marsano

Programma

Teatro Il Pozzo e il Pendolo

- martedì 22 gennaio 2008, ore 21
RACCONTI PER I RAGAZZI DI NISIDA
di autori vari
con Daria D’Antonio e Giovanna Facciolo
A cura di Mario Gelardi e Conchita Sannino


- mercoledì 23 gennaio 2008, ore 21
DISTILLERIA TEATRALE CECAFUMO (Firenze)
CONGOTRAIL ballata nera semiseria
di e con Roberto Caccavo

- giovedì 24 gennaio 2008, ore 21
Un capitolo della mia vita
Conchita Sannino incontra Marco Marchese
Con la partecipazione di Antonello Cossia
a seguire
sguardi sbarrati
video OMAGGIO DI MARIO BIANCHI


- venerdì 25 gennaio 2008, ore 21
VIRUS TEATRALI
FRAT ‘E SANG
testo, regia e spazio scenico di Giovanni Meola
con LUIGI CREDENDINO, PIO DEL PRETE
ENRICO OTTAVIANO

- sabato 26 e domenica 27 gennaio 2008, ore 21
UNA MAGIA MI HA PORTATO QUI
di Giuliana Pisano
con Daria D’Antonio, Salvatore D’Onofrio, Antonio Marfella
regia di Giuliana Pisano

- martedì 29 gennaio 2008, ore 21
Taverna Est In collaborazione con
Galleria Toledo e I Teatrini
SANTA LUCIA DELLA BELLA SPERANZA
regia e drammaturgia di Sara Sole Notarbartolo

TEATRO ACCADEMIA DI BELLE ARTI

- lunedì 28 gennaio 2008, ore 19.00
L’AMORE BUONO
Incontro con Marco Baliani a cura di Giulio Baffi
In collaborazione con l’Amref


Teatro ELICANTROPO

- mercoledì 30 gennaio 2008, ore 21
Claudia Puglisi (Palermo)
San Bernardo
scritto e diretto da Claudia Puglisi
PREMIO USTICA 2007

- giovedì 31 gennaio 2008, ore 21
Babilonia Teatri
made in italy
di e con Valeria Raimondi ed Enrico Castellani
coproduzione Operaestate Festival Veneto
PREMIO SCENARIO 2007

- venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 febbraio 2008
una produzione Ce.T.RA in collaborazione con Gioia Corporation
Corpi Celesti con Tina Femiano e Vincenzo Saggese
Scritto e diretto da Sandro Dionisio


Gli incontri sono ad entrata libera



> TEATRO ELICANTROPO
vico Gerolomini, 3 - Napoli
tel: 081.296640

> TEATRO IL POZZO E IL PENDOLO
piazza San Domenico Maggiore, 3 - Napoli
tel: 081.5422088

> TEATRO DELL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI
via Costantinopoli n.107 - Napoli

mercoledì 9 gennaio 2008

ROBERTO

Grazie a tutti quelli che hanno raccolto l'appello per votare, Roberto è primo in classifica come personaggio dell'anno sul sito di XL.
Saviano 37%.
Continuate a votare
questo il Link http://xl.repubblica.it/sondaggio/62064

venerdì 4 gennaio 2008

ROBERTO


Dopo aver contribuito alla vittoria di Gomorra come libro dell'anno, ora c'è ancora da lavorare.
Il sito del mensile XL di Repubblica, ha indetto un sondaggio per eleggere l'uomo dell'anno.
Roberto Saviano è secondo dopo Beppe Grillo, tra loro c'è una distanza recuperabile.
Ora Tocca a voi, a noi, a tutti.
questo il Link http://xl.repubblica.it/sondaggio/62064
Andate e votate per Roberto.

giovedì 3 gennaio 2008

GOMORRA

EVVIVA
Ce l'abbiamo fata, il TG1 ha eletto Gomorra libro dell'anno.
Grazie a tutti quelli che hanno votato.

domenica 30 dicembre 2007

VOTIAMO GOMORRA

Abbiamo tempo fino al sette Gennaio per votare Gomorra di Roberto Saviano come libro dell'anno.
Basta inviare una e mail al programma Benjamin del tg1 - tg1libri@rai.it e scrivere , voto per Gomorra di Roberto Saviano.

Sarà una vittoria anche un pò nostra.


PS
Buon Anno

mercoledì 31 ottobre 2007

Laureati in camorra secondo Saviano

MASOLINO D'AMICO
Il libro lo hanno comprato quasi un milione di persone, mentre i fruitori della riduzione teatrale (110’ filati) non possono essere per ora più di novantotto a recita, ossia quanti ne contiene il Ridotto del Mercadante. Costoro sono tuttavia dei privilegiati, perché Gomorra diretto da Mario Gelardi, adattatore del testo insieme con l’autore Roberto Saviano, è uno spettacolo eccellente, vivo, vitale, appassionante, di quelli che ogni tanto riconciliano col medium. Per i cinquantanove milioni che ancora non lo sanno, Saviano è il giornalista ventottenne che ha raccontato le attività quotidiane della camorra nel suo piccolo centro campano, guadagnandosi minacce della medesima in seguito alle quali non ha potuto nemmeno essere presente alla prima della pièce. Questa segue l’andamento del bestseller in quanto consiste in una serie, più che di episodi, di vignette e incontri con esponenti a vari livelli della malavita di un posto simile a Casal di Principe: cinque personaggi che interagiscono tra loro o che ogni tanto si confessano, magari solo per vantarsi, con l’alias di Saviane stesso, un giovanotto assorto che ancora prima di indignarsi cerca di capire, e che introduce la serata parlando brevemente a un microfono in piazza. Dei cinque irregolari ben due sono laureati, uno addirittura alla Bocconi con poi tanto di Master a Londra. Questo è il farabutto più disgustoso di tutti, in quanto specializzato nella devastazione del territorio e non solo, seppellendo rifiuti tossici in luoghi densamente abitati. L’altro laureato, molto meno cool di lui, prova addirittura un orgasmo quando gli capita di sparare per la prima volta con un kalashnikov. Il suo colpo di genio ha luogo coi funerali di papa Wojtyla: trentamila bottiglie di plastica recuperate dall’immondizia, riempite di acqua del rubinetto e vendute a peso d’oro. Altri due sono manovalanza: un violento che si sfoga tirando sempre fuori la pistola e minacciando i più deboli, e un piccolo balordo che si sente virtuoso quando rinuncia a spacciare droga per rapinare le coppiette. Il quinto elemento è un fiancheggiatore suo malgrado, un bravissimo sarto costretto a falsificare capi famosi, che entra in crisi quando riconosce un suo manufatto addosso a Angelina Jolie la sera degli Oscar, e nessuno gli crede. I ritratti sono consegnati, mediante un dialogo brillante, da sei attori tutti in stato di grazia - Ivan Castiglione come Roberto, e poi Francesco Di Leva, Antonio Ianniello, Giuseppe Miale di Mauro, Adriano Pantaleo, Ernesto Mahieux - dentro una indovinata scenografia di Roberto Crea, uno spazio delimitato da palchi di tubi Innocenti ai lati e sul fondo, con effetto di cantiere abbandonato (si parla parecchio anche di edilizia, una delle attività più lucrose della camorra), e agli angoli quattro piloni di cemento che alla fine crolleranno rivelando di contenere statuette di Maradona e madonnine di Pompei. Il palco sul fondo è praticabile al primo livello, come fosse un cavalcavia, ma anche occultabile mediante proiezioni di immagini astratte e abbastanza lugubri. Le luci evocano sempre un mezzobuio malsano, come se il sole non splendesse mai su questi luoghi corrotti, i cui indigeni non sembrano aspettarsi più nulla. Non è tuttavia a un comizio che assistiamo, Saviane non vuole imporci niente, né sembra avere altra medicina da proporre se non la speranza che un numero sempre maggiore di persone smetta di ritenere questo tristo stato di cose come inevitabile. Ma ad alimentare il suo e il nostro pessimismo aggiunge la considerazione che qui non di pittoresca criminalità locale si tratta, bensì della massima visibilità di un sistema occulto che ormai ha ramificazioni, almeno in Italia, quasi dappertutto. Al Mercadante di Napoli fino al 18 novembre.
Articolo pubblicato su LA STAMPA di Oggi

sabato 20 ottobre 2007

NEWS

Mi chiedono di pubblicare l'intera tournée di Gomorra.
Eccola

Tournèe 07>08
-29 ottobre>18 novembre
Napoli, Teatro Mercadante - Ridotto
-23 novembre
Potenza, Teatro Francesco Stabile
-24>25 novembre
Bari, Teatro Kismet
-27 novembre> 8 dicembre
Roma, Teatro Valle
-9 dicembre
Spello (Pg), Teatro Subasio
-11 dicembre
Scandiano (Re), Teatro Boiardo
-12>16 dicembre
Prato, Teatro Fabbricone
-18>19 dicembre
Pordenone, Teatro Comunale Giuseppe Verdi - Sala prove
-9 gennaio
Como, Teatro Sociale
-10 gennaio
Rivoli (To), Teatro Don Bosco
-11 gennaio
Moncalieri (To), Teatro Civico “G.Matteotti”
-12 gennaio 2008
Biella, Teatro Sociale “Villani”
- 15 gennaio
Grottammare (Ap), Teatro delle energie
- 17 gennaio
Buti (Pi), Teatro Francesco di Bartolo
-18 gennaio
Pescia (Pt), Teatro Pacini
-19 gennaio
Parma, Teatro delle Briciole
-20 gennaio
Fiorenzuola D’Arda (Pc), Teatro Municipale Giuseppe Verdi
-22 gennaio
Marghera (Ve), Teatro Aurora
-24 gennaio
Sinalunga (Si),Teatro Comunale "Ciro Pinsuti"
-26 gennaio
Senigallia (An), Teatro La Fenice
- 30 gennaio
Piano di Sorrento (Na), Teatro delle Rose
-2>3 febbraio
Salerno, Teatro Diana

domenica 7 ottobre 2007

In Scena

Ormai mancano poche settimane al debutto di Gomorra e la bella notizia è che si registra già il tutto esaurito in più di un teatro.
Nel frattempo è stata presentata la stagione del Teatro Elicantropo di Napoli. In scena ci sarà dal 22 al 25 novembre, "Le regole del gioco del tennis" , un mio testo di qualche anno fa, per la regiadi Rosario Arena.A fine stagione invece, dovrebbe andare in scena al Pozzo e il pendolo, "12 baci sulla bocca" , sempre scritto da me con la regia di Giuseppe Miale di mauro. I due testi fanno parte di una trilogia che si completa con "malamadre"

in foto le prove di Gomorra




mercoledì 5 settembre 2007

NUOVE MINACCE PER LIRIO ABBATE



Penso che la solidarieta non possa essere a senso unico, proprio per questo mi sento di testimoniarla a favore del giornalista Lirio Abate dell'Ansa.

Di seguito la sua storia ripresa da un articolo di Repubblica di oggi di GIUSEPPE D'AVANZO

Minacce al giornalista Lirio Abbate dopo l'inchiesta sulla mafia. "Ho fatto solo il mio lavoro"Prima le lettere di avvertimento, poi una bomba incendiaria sotto la macchina
Vita sotto assedio di un cronista a Palermo "Sotto scorta in una Sicilia senza onore"

(...) Dice Lirio, "Io so, noi sappiamo chi sono i mafiosi e gli amici dei mafiosi o i loro protettori. Non ho, non abbiamo bisogno di attendere una sentenza o la parola della Cassazione o un'inchiesta giudiziaria perché penso che, prima della responsabilità penale, sempre eventuale, ci sia una responsabilità sociale e politica accertabile. Se il deputato, il consigliere regionale, l'assessore, il primario, il professore universitario se ne vanno in giro con il mafioso è un fatto. Si conoscono, passeggiano sottobraccio, si baciano quando s'incontrano. È soltanto accuratezza non rinviare ai tempi di una sentenza quel racconto. È il mio lavoro dirlo ora, subito. Non sono una testa calda, non sono un estremista, sono un cronista e credo che il mio impegno sia stretto in poche parole: raccontare quel che posso documentare".

Alla vigilia delle elezioni amministrative (maggio 2007), il suo metodo di lavoro deve aver messo di cattivo umore qualche capintesta moralmente opaco. Lirio si preoccupa, altroché. Cerca di capire. Capisce che sono in corso delle intercettazioni nel quartiere mafiosissimo di Brancaccio e in quelle conversazioni è saltato fuori che occorrono delle armi per fare "una sorpresa a quel rompicoglioni". Dice Lirio che, in quei momenti, quel che ti sta accadendo ti appare del tutto sproporzionato. "In fondo, sei consapevole che il tuo lavoro, per quanto meticoloso e accurato, nella migliori delle ipotesi si avvicina, senza svelarla, all'autentica realtà delle cose. Ti chiedi qual è stata la frase, il dettaglio, il nome che può avere inquietato e non sai dirlo. Puoi forse immaginarlo, non averne la certezza. Così vai avanti. Fingi che non sia accaduto niente. Tieni per te l'angoscia, senza rovesciarla su chi ti è accanto. Tanto passerà". Non passa invece. Un giorno Lirio trova sulla sua auto "la lettera di un amico". Lo invita "a stare attento". In questura dicono che la minaccia è "molto seria", che una scorta armata lo seguirà passo passo durante il giorno. Per un cronista andarsene in giro con uomini armati è molto buffo. Il lavoro ne è irrimediabilmente pregiudicato. Quale "fonte" accetterà di incontrarti? Quale fonte ti confermerà quel che non potrebbe confermarti? Devi fermarti all'ufficialità, al "prendere atto". Dice Lirio che anche per questo, con la direzione dell'Ansa, decide di "staccare", di venir via dalla Sicilia, di starsene qualche mese a Roma, nella redazione centrale.

Lirio è tornato a Palermo soltanto dieci giorni fa e quelli subito si sono fatti sotto. Nella notte gli hanno sistemato una bomba incendiaria sotto l'auto. Il quartiere della Kalsa bloccato per ore. Polizia a sigillare la zona; artificieri per disattivare l'ordigno; vigili del fuoco preparati al peggio; carri dei vigili urbani per spostare in fretta le auto che davano impiccio e, nei giorni successivi, il silenzio di Palermo. Un silenzio freddo, scrupoloso, amaro che lo imprigiona come in una bolla d'aria. Dice Lirio che non vuole parlare di "solitudine" perché gli sembra retorico e inesatto: se ne vergognerebbe. "In quel che mi accade" sostiene Lirio "mi sento fortunato. Sento accanto a me l'amichevole presenza dei miei colleghi di redazione. La direzione dell'Ansa è premurosa. Polizia e magistratura di più non potrebbero fare per rassicurarmi. Ma, se si esclude questo cerchio protettivo, avverto l'indifferenza della città. Un sindacato di giornalisti ha diffuso un comunicato in cui si diceva, più o meno, che - è vero - Lirio Abbate è minacciato, ma è un affare che riguarda soltanto lui perché - tranquilli - i cronisti siciliani non corrono alcun pericolo. Si può?

Dice ancora Lirio -"Lo sai perché non decido di andarmene? Per onore. Sì, per onore! Non per il mostruoso, folle, ridicolo onore di cui si riempiono la bocca mafiosi deboli con i forti e forti con i più deboli, ma per quell'onore che mi chiede di avere rispetto di me stesso, che mi impedisce di inchinarmi alla forza e alla paura, di scendere a patti con ciò che disprezzo. Quell'onore che molti siciliani hanno dimenticato di coltivare".



Nella foto Lirio Abbate

venerdì 10 agosto 2007

NUOVE MINACCE A ROBERTO

(Apcom) - "Sappiamo che lo scrittore Roberto Saviano e il pm Raffaele Cantone sono nel mirino, chiediamo che vengano schierati gli investigatori migliori contro la camorra casertana. E che ci siano sforzi eccezionali per catturare i padrini latitanti". A lanciare l'allarme è il procuratore aggiunto della Dda di Napoli, Franco Roberti che in una lunga intervista all'Espresso in edicola da oggi afferma che "i Casalesi sono diventati una nuova mafia, che ha infiltrato l'econnomia e le istituzioni".
"C'è tutta una serie di segnali - spiega Roberti - che evidenziano come il clan dei Casalesi si stia interessando a investigatori come Raffaele Cantone e a scrittori come Roberto Saviano che hanno provocato con il loro lavoro la sprovincializzazione del fenomeno camorra e fatto conoscere al mondo il vero volto della mafia casalese".
"Di questa situazione nei confronti di Cantone e Saviano noi della Direzione distrettuale di Napoli siamo assolutamente consapevoli. Per questo - prosegue Roberti - stiamo premendo perché vengano a lavorare nel Casertano i migliori investigatori italiani. Per questo da settembre chiederemo rinforzi quantitativi e qualitativi negli organici degli uffici di polizia che indagano in quell'area".

Vorrei avere qualcosa di efficace e significativo da dire, ma questa realtà supera decisamente le mie possibilità oratorie.
La foto è di Mario Spada

lunedì 16 luglio 2007

PREMIO ENRICO MARIA SALERNO

TELEGRAFICO - Sono in finale al Premio Enrico Maria Salerno con il mio testo "Petrolio e Balene".
Finale 19 novembre al Teatro India di roma.
Incrociamo le dita

sabato 14 luglio 2007

RACCONTI PER I RAGAZZI DI NISIDA



Qualche tempo fa mi fu chiesto se mi andava di scrivere un racconto per i ragazzi del carcere minorile di Nisida. Ho deciso di accogliere l'invito ed ho scritto "Labito della sposa", la storia di una ragazza che cuce abiti da sposa. Volevo scrivere una storia che non parlasse di camorra, che non parlasse del vissuto quei ragazzi. Ora il racconto è stato pubblicato in una raccolta che si chiama "C'è chiave e chiave", insieme a quelli scritti da Ornella Della Libera, Maria Franco, Cecilia Latella, Peppe Lanzetta, Gennaro Mattino, Antonella Ossorio e Andrea Valente.

Non lo comunico a scopo pubblicitario perchè non è possibile acquistare il libro, ne sono state stampate poche centinaia di copie per un uso interno.
La copertina è di Cecilia Latella

sabato 23 giugno 2007

PRESENTE INDICATIVO 3


Dopo il successo della prime due edizioni, torna “Presente Indicativo”, il festival di teatro di impegno civile che si propone di raccontare il presente.Il cartellone è in via di definizione, proprio per questo cerchiamo spettacoli che in un modo o nell'altro siano testimoni del nostro tempo.La particolarità della rassegna è quella di affiancare alle rappresentazioni teatrali, testimonianze di chi ha avuto esperienze simili o parallele a quelle raccontate in scena. La rassegna si terrà a gennaio a NapoliI progetti vanno inviati a - presenteindicativo@libero.it